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Disturbi visivi, postura e trattamento osteopatico

I trattamenti osteopatici possono fornire un importante contributo nell'ampio e complesso mondo dell’oculistica. Postura e sistema visivo sono intimamente interconnessi, perciò lievi alterazioni della funzione visiva possono avere notevoli quanto subdole ripercussioni sull’intero sistema tonico-posturale, generando a cascata disfunzioni muscolari, tensioni agli occhi e a soffrire di dolori cervicali.


I disturbi visivi possono essere divisi in due grandi macrocategorie: difetti visivi e patologie oculari. Un controllo periodico dall’oculista consente di sottoporsi a vari esami in grado di verificare lo stato di salute della funzionalità visiva e l’eventuale presenza di disturbi visivi più o meno gravi. Come osteopati, diamo il nostro contributo lavorando sui difetti visivi legati a vari aspetti che di seguito accennerò.

Oggi sappiamo che molti difetti della vista hanno nelle disfunzioni posturali, nel sistema di muscoli dorsali e cervicali (e nel tratto di fascia relativa agli occhi), la loro causa più profonda.
Ad esempio, molti tessuti muscolari responsabili del movimento degli occhi sono collegati ai muscoli del collo e del viso e dato che coinvolgono i muscoli oculomotori possono essere tra i primi responsabili di disturbi di messa a fuoco o di altro tipo.


Muscoli e nervi degli occhi
Una parte importante dei nervi cranici è destinato alla regolazione della vista. Il nervo ottico è "avvolto" dalle meningi e perciò è estremamente suscettibile alle meningiti, arrivando a creare veri e propri d
isturbi alla vista. Anche l'infiammazione sinusale può essere elencata a pieno titolo tra le cause dei disturbi all'apparato visivo. I distretti nervosi e muscolo-scheletrici del cranio e del collo sono intrinsicamente correlati alla vista e da ciò deriva la loro centralità nella ricerca delle cause dei disturbi visivi. 


Brevi cenni di anatomia oculare e fisiologia dell'occhio umano

Le ossa del cranio che interessano l'orbita, ossia la "sede" dell'occhio sono: frontale, sfenoide, nasale, lacrimale, zigomatico, mascellare, etmoide e vomere. La morfologia di queste ossa determina la grandezza dell’orbita. La vista è intimamente connessa, oltre al sistema cranio-cervicale, anche con tutto il sistema stomatognatico, quindi con la bocca e l’occlusione dentale. In questo ambito, l’osteopata va a verificare il come l'apertura e la chiusura della bocca del paziente influenzano il movimento del cranio e della colonna cervicale, considerando anche abitudini estremamente scorrette come l’eccessiva masticazione di chewing gum o il vizio di succhiare penne o dita.

Già a fine Ottocento A. T. Still, fondatore dell’osteopatia sosteneva che gli occhi sono "i fari della fascia".

Basti pensare alle strutture anatomiche di connessione tra l’occhio e il cranio, al sistema muscolare deputato alla motricità, al sistema sensoriale che innerva gli occhi, per condividere totalmente l’affermazione del padre dell’osteopatia. Se pensiamo poi all’imperativo dell’orizzontalità dello sguardo, ne abbiamo un’ulteriore conferma.

In effetti si può condividere l’indubbia importanza della "orizzontalità" cui tende di continuo, autocorreggendosi ad ogni istante, il nostro apparato della vista. Il sistema tonico postulare cerca sempre di riportare lo sguardo all’orizzontalità anche creando disfunzioni (scoliosi per esempio). Si nota infatti che gli astigmatici inclinano la testa e i miopi tendono a tenere il mento in alto (osservazioni riscontrate anche in seguito alla elaborazione della teoria di Forrest).

Per comprendere appieno l’importanza della vista nella postura
basta provare a rimanere in piedi su una gamba sola, a occhi chiusi. In questa esperienza è quasi impossibile rimanere in equilibrio, in quanto è la percezione visiva ad assicurare il funzionamento oculare ottimale, stimolando in modo equivalente le due retine. Così possiamo verificare che le persone con postura che presentano una certa rotazione, hanno un occhio in posizione più favorevole rispetto all’altro, che dispone di un campo visivo più ampio. Favorendo un occhio rispetto ad un altro il corpo tenderà a rimanere "ruotato".


La tendenza del corpo a ripristinare l’equilibrio e l’orizzontalità della vista
può causare molte complicazioni a livello postulare e non solo.

La più comunemente riscontrata è l’emicrania.



La nostra postura si adatta di continuo per mantenere i nostri occhi in linea con l'orizzonte

È importante capire che l’occhio è il primo sistema di orientamento del corpo nello spazio, per cui se intendiamo girarci a destra, prima i nostri occhi guarderanno a destra, successivamente piedi, mani e/o resto del corpo si organizzano verso la direzione voluta. La postura è influenzata dai recettori posturali, che non sono altro che gli occhi, la bocca, la pelle ed i piedi, dai quali può dipendere una posizione scorretta del nostro corpo. In pratica, l’occhio fa da bussola, i piedi le mani e il resto del corpo si adattano allo spostamento.

La vista interviene nel mantenimento dell'equilibrio posturale, ma allo stesso tempo è accertato che posture scorrette nel tempo possono creare alcuni difetti visivi.
Ecco alcuni motivi per cui l'osteopata può essere d’aiuto nel trattare gli occhi:

   Gli occhi possono essere una fonte di dolore muscoloscheletrico. Se i nostri occhi giocano un ruolo così forte nella nostra postura e nel modo in cui i nostri corpi interagiscono con l'ambiente, allora sappiamo che il loro funzionamento può avere un effetto globale. Nei migliori corsi avanzati gli osteopati imparano diversi modi per valutare un paziente per capire come la tensione negli occhi può causare effetti globali. Questo può derivare da una capacità visiva disfunzionale o da prescrizioni di occhiali da vista che funzionano parzialmente bene;

Sono la cartina tornasole del corretto drenaggio venoso nella testa. Il cattivo drenaggio venoso esterno al cranio si evidenzia negli occhi, più densi e meno resistenti. Ciò influenzerà la loro capacità di funzionare correttamente. Dopo aver lavorato con gli occhi per un lungo periodo, si impara ad apprezzare come gli occhi siano un ottimo fanalino d'allarme per monitorare quanto bene il sistema venoso sta drenando il sangue dalla testa;

Non solo possono darci informazioni sul modo in cui il sangue viene drenato dal cranio, ma gli occhi possono essere usati per percepire il seno cavernoso e guidano il trattamento indicando all'osteopata che sta portando a buon fine il drenaggio venoso dal cranio;

Gli occhi sono un'estensione del cervello. Gli occhi sono una delle porte d'ingresso nel cervello: le fibre del nervo ottico attraversano il cervello e finiscono nel lobo occipitale. Pertanto, gli occhi possono essere utilizzati per "palpare" nel cervello in un modo che non può essere realizzato con qualsiasi altro approccio. I pazienti hanno spesso descritto di sentirsi "rilassati" nel cervello a seguito di specifiche tecniche di manipolazione.


Il regolare trattamento osteopatico

L’Osteopata, che vede il corpo come un'armonia con mente e spirito, come un organismo perfetto e capace di autoguarire, dopo attenta analisi causale, tratta i disturbi sopra accennati operando manipolazioni sulle strutture vertebrali, sulle ossa craniche e sulle fasce oculari, senza l’utilizzo di farmaci.

Il funzionamento dei nostri occhi gioca un ruolo importante nel modo in cui i nostri corpi interagiscono con l'ambiente esterno. La nostra postura si adatterà per mantenere i nostri occhi in linea con l'orizzonte. I nostri occhi sono strettamente collegati con le nostre orecchie per rivolgere in modo riflessivo lo sguardo verso i suoni che potrebbero richiedere la nostra attenzione immediata.

Considerato il ruolo fondamentale che svolgono i nostri occhi nella nostra postura e funzione generale, credo siano strutture estremamente importanti e da non trascurare.
Per i pazienti che soffrono di disturbi oftalmici, il trattamento osteopatico agli occhi può comportare indubbi benefici.



Cosa fa in concreto l'Osteopata?

L’osteopata interviene riequilibrando sia la componente muscolo-scheletrica cervicale e sub-occipitale che il sistema cranio-sacrale, liberando da possibili restrizioni le ossa dell’orbita. In questo modo si ridarà all’occhio la sua funzione completa insieme ad una migliore posizione dell’asse dell’occhio.

Per evitare complicazioni, è importante trattare il problema molto presto, quando si è ancora bambini.
In presenza di altri problemi visivi come la cataratta precoce e la presbiopia, l’osteopatia può aiutare il paziente nella vascolarizzazione dell’occhio, diminuendo così il deterioramento della cornea. Nel caso del glaucoma, chiamato anche tensione intraoculare, l’osteopatia fa in modo di favorire il drenaggio del sangue diminuendo così la pressione dell’occhio.

Per finire alcuni disturbi posturali possono essere dovuti anche ad una cattiva centratura o taratura degli occhiali, pertanto se non vengono centrati e graduati correttamente possono di conseguenza provocare asimmetrie, anche in questi casi bisogna sempre rispettare al meglio l’equilibrio posturale del paziente.

Come non far tornare il disturbo (ad esempio un dolore)? Ciò detto, il trattamento specifico e localizzato sul disturbo ("mi fa male il collo" e massaggio il collo) non è in se risolutore della causa, ma solo del sintomo, cosa che nel momento in cui si soffre è fondamentale, ma a mente fredda l’obiettivo finale dovrebbe essere non farlo più tornare, quindi appunto rimuovere la causa.
Ecco che con un’indagine posturologica è possibile scardinare quei sistemi viziati che inconsapevolmente ci riporteranno nuovamente verso lo stesso dolore. Una volta individuate le cause, l’osteopata sarà in grado di intervenire alla radice su tutti quegli elementi responsabili dei nostri dolori.

È particolarmente importante poter instaurare un rapporto di collaborazione fra osteopata, oculista, optometrista, ortottista, al fine di migliorare le capacità del sistema oculomotore e quindi dell’adattamento posturale.

NOTA: L'osteopatia non sostituisce le terapie medicali per le patologie oftalmiche che richiedono in maniera specifica tali interventi.
© Riproduzione vietata. Questo articolo ha solo fine illustrativo e non sostituisce il parere del medico. Non è destinato a fornire consigli medici, diagnosi o trattamento.


Riferimenti bibliografici
Effects of Changes of Foot Position on Romberg’s Quotient of Postural Sway and Leg Muscles Electromyographic Activities in Standing: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4316527/pdf/jjpta-3-17.pdf

 

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